Il dibattito sui farmaci che alterano i ricordi

( Michael Cook ) «Diamo una possibilità ai farmaci che alterano la memoria», sostiene il curatore del’autorevole blog Neuroethics & Law. Adam Kolber, della Brooklyn Law School, scrive su Nature che questi farmaci potrebbero dare un enorme beneficio alle persone che soffrono di stress post-traumatico, come ad esempio soccorritori o vittime di aggressioni. L’uso di farmaci in grado di alterare la memoria sembra «sempre più promettente»:

«… politiche eccessivamente restrittive nell’etica dell’alterazione della memoria potrebbero ostacolare la ricerca orientata alla prevenzione dello stress post-traumatico per milioni di persone. Un ritardo [nella ricerca] potrebbe anche impedire alle persone debilitate da ricordi strazianti di trovare la migliore speranza mai offerta loro di riconquistare la propria vita.»

Contro l’opinione del professor Kolber, la posizione più diffusa ritiene che sia eticamente più corretto affrontare le memorie negative per mezzo di un lavoro personale sulle proprie emozioni. Una delle voci più autorevoli al riguardo è stata quella del Consiglio di Bioetica promosso dal presidente statunitense George Bush. In una pubblicazione del 2003, Beyond Therapy: Biotechnology and the Pursuit of Human Happiness (Oltre la terapia: la biotecnologia e la ricerca della felicità dell’uomo), gli autori affermarono: «i farmaci che alterano la memoria e l’umore costituiscono un serio pericolo nella ricerca della felicità». Kolber sostiene che quest’atteggiamento stia frenando lo sviluppo e l’applicazione di farmaci che potrebbero essere utili:

«Il timore che i possibili risultati della ricerca possano essere vietati o regolati con rigore potrebbe scoraggiare i ricercatori dallo sviluppare studi sulla manipolazione della memoria, e i finanziatori dal sostenerla. Viceversa, i ricercatori dovrebbero essere incoraggiati nell’esplorare metodi, farmaceutici e non, per aiutare le persone a superare i propri traumi».

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Questa è la traduzione dell’articolo di Michael Cook: The future of memory-altering drugs, pubblicato sul blog BioEdge l’8 settembre 2011, con una licenza Creative Commons. 

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