SpongeBob e la mente dei bambini

Theatrical poster of The SpongeBob SquarePants...

Image via Wikipedia

( di Mariette Ulrich ) Davvero abbiamo bisogno di nuove ricerche su «bambini e televisione»? Sulla base della mia esperienza di 23 anni come genitore, tutto quel che c’è da sapere è in questi quattro punti:

  1. Troppa TV fa male.
  2. I genitori dovrebbero essere al corrente (e tenere sotto controllo ) ciò che i figli guardano.
  3. Bisogna essere sempre pronti a parlarne con loro.
  4. Tornare al punto 1.

Ma no: adesso se la prendono anche con SpongeBob, che è divertente, e che per di più sul piano morale è del tutto innocuo.

Alcuni ricercatori riferiscono che bambini di 4 anni che avevano appena visto Spongebob, un cartone animato caratterizzato da un ritmo veloce, quando sottoposti a test di attenzione e problem-solving, avevano prestazioni inferiori a bambini che avevano guardato programmi educativi di ritmo più lento, o avevano disegnato, prima del test.

I test sono stati somministrati ai bambini subito dopo la visione del programma, ed avevano lo scopo di valutare le cosiddette facoltà operative dei bambini, che comprendono attenzione, memoria di lavoro, problem-solving e la capacità di ritardare la gratificazione. Venivano assegnati ai bambini compiti che implicavano istruzioni da seguire, sequenza di numeri da invertire e piccole golosità a cui resistere.

“I bambini che avevano guardato il cartone animato  [di SpongeBob] mostravano capacità dimezzate rispetto a quelli dell’altro gruppo”, ha dichiarato Angeline S. Lillard, che è professoressa di psicologia presso la University of Virginia, e figura fra gli autori della comunicazione. [Da qui, NDT]

Capito? I bambini sono stati sottoposti al test “subito dopo” aver assistito a uno spettacolo dal ritmo molto veloce. Forse il problema non sta nel cartone animato, ma nei tempi dell’esperimento. Io non avrei buoni risultati su test di memoria, “funzioni esecutive” e simili, dopo tre quarti d’ora di corsa sul tapis-roulant. A volte i bambini hanno bisogno di rilassarsi e ri-concentrarsi dopo certi tipi di attività: ma questo non vuol dire certo che tali attività siano dannose. Per quanto riguarda la capacità di resistere alle golosità… c’è da ridere. Trovatemi un quattrenne che ne sia capace anche in condizioni “ideali”. E già che ci siamo: SpongeBob non è fatto per i bambini di 4 anni.

[La professoressa Lillard] ha dichiarato che l’effetto non era legato specificamente a SpongeBob SquarePants, in quanto è stato verificato anche con altri cartoni animati a ritmo veloce in cui “accadono molte cose che nella vita reale non accadrebbero: cose magiche  in luoghi totalmente inaspettati… Tutta questa quantità di roba è difficile da assimilare, tanto che potrebbe interferire con il processo di pensiero dei bambini, al punto che questi potrebbero non essere in grado di recepire i messaggi educativi contenuti. Ciò suggerisce che il cervello [dei bambini] sia sottoposto a un lavoro molto impegnativo per registrare tutto,  e potrebbe essere semplicemente esausto alla fine”.

Tutto ciò suona assai simile a ciò che accade nella mente di un bambino quando è impegnato in una gara, o in una normale giornata scolastica.

Tuttavia questo studio è davvero importante (e meno male: con quello che costa a chi paga le tasse). E’ uno dei primi studi che fa uso di un gruppo di controllo e della randomizzazione per misurare l’impatto sui bambini di vari spettacoli televisivi, a detta del dottor Dimitri A. Christakis, direttore del settore comportamento e sviluppo presso il Seattle Children’s Research Institute.

“E’ importante che i genitori sappiano che non tutti gli spettacoli si equivalgono. Il punto non è spegnere la TV, ma cambiare canale”, ha dichiarato il dottor Christakis.

Hai ragione solo in parte, dottore. Non tutti gli spettacoli si equivalgono, certo. Alcuni spettacoli per bambini sono intelligenti e divertenti; altri sono tremendamente insipidi; altri ancora (ivi compresi alcuni programmi educativi politically correct) sono decisamente stupidi. Dovrei forse incoraggiare i miei bambini a vedere trasmissioni che non sopportano, solo perché qualche sedicente esperto di educazione ha dichiarato che sono utili? Sinceramente, i miei figli ricevono una dose sufficiente di educazione durante le nostre lunghe ed esigenti (almeno, così essi dicono) ore di homeschooling. Quando guardano la TV, vogliono rilassarsi e divertirsi un po’. Ed io sono d’accordo con loro.

E poi, mi spiace, ma invece il punto è proprio quello di spegnere la TV, e fare qualcos’altro. Questo sì aiuta a formare una persona equilibrata, che può godere sia di SpongeBob che di Shakespeare, come i miei figli. A proposito, non era proprio il grande Bardo, quello che scrisse una commedia intitolata “Una tempesta in un bicchier d’acqua” … o qualcosa del genere?

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Questa è una traduzione e riduzione dell’articolo originale di Mariette Ulrich:  Will SpongeBob SquarePants rot your child’s brain?, pubblicato il 16 settembre 2011 in Family Edge, sotto una licenza Creative Commons. Mariette Ulrich è una scrittrice free-lance e madre di sette figli, e vive in Canada.

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